LUSEVERA, PROFUGHI VANNO ANCORA DAI BAMBINI DELLE ELEMENTARI? PRESENTATO ESPOSTO. LEGGI IL TESTO!

A Lusevera (UD) il Sindaco Marchiol è diventato Cavaliere della Repubblica, grazie alla sua disponibilità a riempire il proprio Comune di clandestini.  Ed è proprio in questo Comune che i clandestini sono stati portati in una scuola elementare…. all’insaputa dei genitori!

Ma perché portare questi soggetti a parlare con i nostri figli? Cosa ha fatto di importante ed ammirabile questa gente, per essere indicata come modello da seguire dai nostri figli?

Perché si è permesso ad un ex maestro di accedere a scuola? Perché si è permesso ad un ex maestro di creare percorsi didattici (di propaganda PD)? Perché non si è chiesto il consenso ai genitori?

Dopo aver saputo quanto era accaduto, ho aiutato alcuni genitori coinvolti nella vicenda a cercare di esser ricevuti dalla Dirigente Scolastica. Ogni tentativo è però risultato vano: era sempre irreperibile.

 

Irreperibile, fino al giorno in cui abbiamo deciso di chiederle spiegazioni al termine di un suo colloquio con il Sindaco di Tarcento. Abbiamo chiesto spiegazioni fino all’ingresso della scuola, ma non ci ha risposto, ha chiamato i Carabinieri e si è trincerata nell’edificio scolastico. Clicca qui e guarda il video della fuga della Preside

È aberrante che un Dirigente Scolastico faccia fare propaganda politica ad un candidato locale del PD nei confronti di bambini di 6 anni, senza nemmeno avvertire i genitori, ed addirittura rifiutandosi di relazionarsi con coloro che chiedono chiarimenti. Al di là di come la si pensi sui profughi, ogni genitore ha il diritto di sapere cosa il proprio figlio farà a scuola e con chi si relazionerà. Si rende necessario che il provveditorato scolastico regionale faccia luce sulla vicenda e magari possa adottare provvedimenti disciplinari urgenti nei confronti dei responsabili.


Trovo altresí assurdo che i genitori italiani debbano far fare ai propri figli tutti i vaccini previsti per legge per poter far frequentare scuola ai bambini, mentre a scuola si fanno entrare soggetti di cui si disconosce la situazione sanitaria; ricordo che qualche mese fa al C.A.R.A di Gradisca d’Isonzo è stato riscontrato un caso di tubercolosi: siamo sicuri che i profughi che sono entrati in contatto con i bambini delle scuole elementari non abbiano a loro volta avuto alcun contatto con quel soggetto risultato positivo alla tubercolosi? Questa ipotesi non è da escludere, considerando che i profughi sono soggetti a spostamento in varie strutture del territorio nazionale e regionale.

Dopo la polemica sulla stampa, la Preside ha continuato a non rilasciare dichiarazioni; invece, l’ex insegnante Giancarlo Dal Molin, candidato consigliere a Tarcento con il PD, organizzatore di queste conferenze pro immigrazione, ha dichiarato alla stampa che “è stata una giornata bellissima“. Nonostante la gravità di ciò che ha fatto, l’esponente PD ha anche il coraggio di rilasciare dichiarazioni.
La verità è che quelli del PD sono “malati di cadrega” e già pensano che quei bambini di 8 anni tra 2 legislature potranno andare a votare: quindi meglio indottrinarli, sperando di riavere le cadreghe tra 10 anni.

Se i genitori che GIUSTAMENTE hanno contestato la vicenda non hanno problemi a parlare dinanzi alle telecamere di RAI3, appare sintomatico il fatto per cui i “genitori pro-immigrazione” e la stessa Preside non hanno rilasciato dichiarazioni finora. Guarda il servizio del TG3-R

Sebbene la Preside non rilasci dichiarazioni, ha però ancora permesso all’ex insegnante del PD di portare i 2 “profughi” alla recita natalizia dei bambini del 21 dicembre scorso a Vedronza. Nell’occasione, l’insegnante del PD ha anche consegnato ai bambini un “lavoretto” fatto dai “bravi profughi”. Ovviamente, anche in questo caso i genitori non sapevano nulla.

 

La situazione non può più essere taciuta. Ecco perché ho inoltrato un esposto al Ministro dell’Istruzione ed al Provveditorato Scolastico, chiedendo provvedimenti urgenti. All’esposto è annessa una raccolta firme dei genitori degli alunni dell’Istituto.

Clicca qui per leggere il testo dell’esposto

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